Dare forma ad un pensiero

Quando un click è poco e due sono troppi

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E, i proverbi, signor conte, sono la sapienza del genere umano.
(A. Manzoni, I promessi sposi, Cap. V)

A.D. 2001
Il mio primo computer

Io che da bambino
sognando il PC
mi divertivo a prendere un quartino a quadretti,
piegarlo in due,
su un lato disegnare la tastiera,
sull’altro lo schermo;
quanto era bello il mio primo computer
personalissimo
e già portatile

Superata la soglia degli anni 2000, il mondo non era finito, i super computer mondiali non erano impazziti, Il computer quello vero arrivò, con tanto di schermo piatto e modem 64kb, anche a casa mia.
Con quella macchina confezionai la mia tesina per l’esame di maturità, “la prima guerra mondiale in Power Point“; allora era il futuro, oggi un virus se l’è portata via.

Dopo il diploma mi iscrissi all’Università, Informatica umanistica, credo fosse il 2003 dovevo preparare l’esame “Progettazione siti web”, conobbi uno strano linguaggio, un codice, SCRISSI su notepad il mio primo link <a href=””>Link1</a> collegai due pagine, funzionava! Avevo creato un ponte digitale e c’ero saltato sopra.

Quel codice (HTML) permetteva di “animare” un disegno, di renderlo interattivo, inoltre poteva essere caricato su internet e altri avrebbero potuto visitarlo; fantastico!

Nel 2004 pubblicai quello che fu il mio primo sito web poi…quello che accade dopo lo trovi scritto qui

Questa pagina vuol essere un manifesto di un certo fare

Un fare ancora nostro, dei giorni nostri, nonostante le macchine sembrano voler sostituire il gesto umano in ogni sua attività.

Dal lunedì al venerdì il mio specchio è un computer Apple da 27″ acquistato nel 2012 quando ho aperto la ditta (altro che company…DITTA! Mi piace è solido e concreto), questo computer è spento almeno che non venga acceso.

 

Quel GONG vuol dire molto…

Leggiamo su wikipedia: “Idiofoni. Sono così chiamati gli strumenti in cui il corpo vibrante è il corpo stesso dello strumento ed il gong è uno di questi.

Un corpo-strumento che vibra perchè qualcuno lo accende, lo tocca con la propria mano.

Dal 1450 (invenzione della stampa a caratteri mobili) al 1991 (nascita del www) in poco più di 500 anni la tecnologia ha reso la diffusione dell’informazione dall’essere un ruscello, con i primi libri stampati, a divenire un fiume in piena.
Un fiume impetuoso e velocissimo, carico di informazione travolgente, l’uomo non può competere, ma l’uomo pensa, la macchina non pensa, la macchina è sempre spenta, se non la si accende.

Allora quando si accende una macchina non si può pretendere che faccia

L’essere umano fa
l’essere umano crea
con l’argilla
con una matita
con una penna
con un tastiera
la macchina è una macchina
la macchina si conosce com’è fatta
l’uomo non sappiamo ancora cosa sia
l’uomo è mistero
porta in sé il seme della creazione
la macchina porta in sé un microprocessore

Informare = “dare forma” al pensiero

Il web un giorno scomparirà, sarà superato da altro,  conserviamo la capacità di fare con le nostre mani, di pensare.
Prendiamoci il tempo per capire, studiare, sapere.
Altrimenti le mani si atrofizzeranno e con non loro la nostra libertà di creare.

 

Matteo Mannucci

Informatico Umanista
Digital Designer & Developer
Poeta

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